Alcolismo giovanile e minorile

per una rete di prevenzione
e ascolto

Positivo e proficuo il seminario che si è tenuto a Pietracatella e Sant'Elia a Pianisi riguardante la prevenzione sul consumo di alcol e che ha visto interessati i rappresentanti della scuola, dell’amministrazione comunale, le associazioni di volontariato e le famiglie del posto sulle tematiche di prevenzione. Nel corso della scuola alcologica si è sottolineata ancora una volta l’esigenza di operare in rete sul territorio affinché l’informazione su questa delicata problematica arrivi alle famiglie, ai giovani e ai ragazzi. Ribadita dagli attori coinvolti ampia disponibilità a collaborare in sinergia per una migliore opera di sensibilizzazione e prevenzione rivolta alla popolazione e per fornire, nel contempo, strumenti educativi e di supporto a favore di politiche di sanità pubblica. Attiva partecipazione al seminario anche della dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo di Sant'Elia a Pianisi prof.ssa Giovanna Fantetti, che ha anche voluto riservare uno spazio sul sito dell’Istituto Comprensivo di Sant’Elia a Pianisi al Progetto Sperimentale dell’Associazione dei Genitori per illustrarne finalità e fasi di realizzazione. Si è sottolineato l’esigenza di individuare idonee modalità di coinvolgimento dei giovani, che sembrano distanti e distaccati dall’affrontare questi argomenti. Sicuramente hanno avuto un buon riscontro gli incontri di formazione tenuti lo scorso anno nelle scuole dalle esperte sociologhe, “ma – sottolineava il servitore insegnate Arcat, Fabio Petti – il ponte per arrivare ai ragazzi è rappresentato sicuramente dalle famiglie del posto che devono essere responsabilizzate e coinvolte il più possibile in queste iniziative informative. La responsabilità implica un rispondere, un dare conto del proprio comportamento e non un atteggiamento di passività. D’altra parte la bontà di tale metodologia, proposta da Hudolin, è stata ampiamente e concretamente sperimentata dai Club degli Alcolisti in trattamento, che possono ad oggi vantare ottimi risultati anche in ambito regionale. Il tavolo di confronto è stata anche un’occasione per illustrare alcuni principi etici contenuti nella Carta Europea sull’Alcol 1995: “Tutti hanno diritto ad una famiglia, una comunità ed un ambiente di lavoro protetti da incidenti, violenza ed altri effetti dannosi, che possono derivare dal consumo di bevande alcoliche. Tutti hanno diritto a ricevere, fin dalla prima infanzia, un’informazione ed un’educazione valida e imparziale sugli effetti che il consumo di bevande alcoliche ha sulla salute, la famiglia e la società. Tutti i bambini hanno diritto di crescere in un ambiente protetto dagli effetti negativi che possono derivare dal consumo di bevande alcoliche e, per quanto possibile, dalla pubblicità di bevande alcoliche”. Sottolineata in questa circostanza dalla sociologa Anna Morsella l’importanza del concetto di salute come benessere fisico, mentale e sociale, in linea con quanto diffuso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui “La salute vive e cresce nelle piccole cose di tutti i giorni. A scuola, sul lavoro, in famiglia, nel gioco, nell’amore. La salute si crea avendo cura di se stessi e degli altri, sapendo controllare e decidere dei propri comportamenti facendo in modo che la comunità in cui si vive favorisca la conquista della salute per tutti”. Per promuovere e tutelare la salute bisogna acquisire la consapevolezza che ogni persona è una risorsa per sé e per la comunità. I gruppi di persone si trasformano in cittadini consapevoli ed attivi che diventano protagonisti del proprio stile di vita e del comportamento attraverso l’assunzione di responsabilità sulla salute propria e dell’intera comunità. Così come scriveva il professor Hudolin: “Tutti dovrebbero impegnarsi seriamente per migliorare la qualità della vita; per una salute migliore”.