L’Istituto di Sant’Elia a Pianisi ha sottoscritto un accordo di rete con altre otto istituzioni scolastiche per avviare il Piano Nazionale di formazione e ricerca denominato I CARE.
Si sono condivise le problematiche inerenti all’integrazione scolastica e sociale dei ragazzi con bisogni educativi speciali al fine di realizzare per loro una dimensione inclusiva. Per ogni scuola si è individuato un referente per assicurare la comunicazione- scambio tra il territorio e il singolo istituto e tra gli istituti aderenti alla rete. Il progetto condiviso dalle singole istituzioni e inserito nei POF di tutte le istituzioni della rete ha riguardato il tema dell’INCLUSIVITA’. Partendo dall’autoanalisi : “Siamo una scuola inclusiva?” e attraverso un questionario per i docenti, per i referenti e per la rete, si è arrivati all’individuazione degli oggetti della ricerca-azione ossia la didattica, l’organizzazione, la famiglia e il progetto di vita dell’alunno. In particolare il lavoro si è concentrato sulle azioni riguardanti la corresponsabilità e il progetto di vita. Importante è stata la considerazione data alla continuità orizzontale (scuola –territorio) e verticale (Istituti di scuola superiore). Ogni Istituto ha effettuato, inoltre, una ricognizione dell’esistente (tipologia della disabilità, ore di sostegno, difficoltà incontrate metodologie in uso).
Solo dopo aver costituito un quadro generale dell’esistente e dopo aver fissato gli obiettivi della ricerca-azione si è potuto avere la consapevolezza dei punti di forza e debolezza dei propri Istituti. Tra i punti di forza risultano la condivisione dei materiali, gli scambi delle buone prassi e l’utilizzo delle nuove tecnologie. In particolare, fondamentale è stata la condivisione e lo scambio di informazioni, di metodologie e di esperienze tra i diversi istituti della rete. Sul sito della scuola capofila, www.comprensivosantelia.it, si è attivato un blog tematico I CARE, all’interno del quale è stato possibile e sarà possibile interagire sulle problematiche inerenti la disabilità e l’integrazione di tutte le diversità. Il blog dovrà in seguito diventare una vera e propria chat di scambio. L’idea di creare un blog interattivo è venuto dalla constatazione che i comunicati o i siti ufficiali non permettono alcun livello d’interazione con l’utente. In alcuni di essi non si possono inviare commenti o opinioni soprattutto nel caso di contenuti rivolti agli operatori del settore. Considerando l’importanza di avere un feedback, il blog potrà diventare una piattaforma di contenuti che ci consentirà di formare col tempo un messaggio consistente, autorevole e appassionato. I post formeranno un archivio che acquisterà sempre più valore con il passare del tempo, come memoria storica delle scuole.
